The River and the Dowsing: The Sile and its Park.

A BIG thanks to Matteo D'Ambros and Andrea Sarti.

in collaboration with IUAV, University of Architecture of Venice and Comune di Silea.
Work in progress.

English

From the project:
The River and the Dowsing: The Sile and its Park.
The love to the landscape is deeply connect to the respect to the common goods; only working on them, we will be able to retrain the landscape and to rebuild the human community that are the roots of the civility.
Our cities and spaces can evolve into liveable dwelling places only if we understand truly the importance of the Common Goods.

This project talk about how the Sile River is felt and lived by the people of the countryside of Veneto.
The problem born because there is no dialogue between the River, and its Park, and the surrounding territory. The contact happens only in few little zones, but it is too few in comparison to the whole area: 100 Km.
During my exploration, I understood that the Sile and its park shrinks and get wider like a breath: they shrinks near the towns and get wired far away from them.
This happens because the modern urbanization instead of blending with the landscape, it had eroded the boundary of the park till the river itself
In the past decades on the embankment has been build too much and too badly, loosing the chance to live the park.
This photographic project is part of a bigger research project (in progress) where researchers, technicians, urban planners, photographers and video makers compare themselves to understand and how to solve the problem of the territory.
Through these images, I would like to give respect to the Sile’s territory, which suffer of neglect.
The landscape is energy, not only economical, but also a power to let grow a more valuable common good: the cohabitation of the people with the social and environmental system.
The common good coincides with the common purpose. To give back life to the park, we need to put together again the river and its own inhabitant; this simply means that we have to act and stay together.
The love to the landscape is deeply connect to the respect to the common goods; only working on them, we will be able to retrain the landscape and to rebuild the human community that are the roots of the civility.
Our cities and spaces can evolve into liveable dwelling places only if we understand truly the importance of the Common Goods.

Italiano

Il fiume e il Rabdomante: Il Sile e il suo Parco.

Questo progetto racconta di come il fiume Sile sia sentito e vissuto nel territorio della campagna veneta.
Il problema sta nel fatto che il Parco Naturale del Fiume Sile non riesce a dialogare con il territorio intorno, se non in piccoli punti, ma questo è ben poco rispetto alla sua lunghezza: 100 Km.
Lungo le mie esplorazioni ho capito che il Sile e il suo parco, come un respiro, si allargavano e si restringevano; inspiravano lontano dai centri abitati e espiravano al concentrarsi della densità urbana.
Questo succede perchè le moderne urbanizzazioni invece di inserirsi e mescolarsi nel paesaggio hanno lentamente eroso i bordi del parco fino al fiume stesso.
Sui suoi argini nei decenni si è costruito molto e male, e si è perso molto: la possibilità di viverlo.
Questo progetto fotografico fa parte di un progetto di ricerca più ampio dove studiosi, tecnici, urbanisti, fotografi e videomaker si confrontano per riuscire a capire come riattivare un territorio e che azioni intraprendere.
Con queste immagini cerco di portare rispetto al territorio del Sile che in molte aree soffre di abbandono.
Il paesaggio è energia, non solo in termini di energia economica, ma è un volano per un bene comune più prezioso: la convivenza dell’uomo con tutto il sistema ambientale e sociale.
Il bene comune è anche il fine comune e affinché il parco possa trovare nuova vita si deve rinsaldare l’identità stessa del fiume e dei suoi abitanti che vuol dire semplicemente fare insieme e stare insieme.
L’amore verso il paesaggio è estremamente legato all’attenzione per i beni comuni, e solo lavorando sui beni comuni si potrà riqualificare veramente un paesaggio e ricostruire quella comunità umana che sta’ alla base della società e delle civiltà umana.
Le nostre città e i nostri spazi potranno evolversi in luoghi dove vivere e abitare solo se capiremo veramente l’importanza dei beni comuni.