• Alessandra Bello

Croda Rossa di Sesto - avvicinamento

Aggiornamento: 25 nov 2021



Il punto è questo: anche se il meteo dice no, noi ci proviamo lo stesso!

Primo: perché non riusciamo a stare lontani dalle crode.

Secondo: perché speriamo sempre che quel 30 % di probabilità che il cielo si apra alla fine abbia la meglio.


Oggi non ce l’ha fatta. La croda Rossa è rimasta chiusa fra spire dai toni grigio argenteo e neri fumo. Non era raccomandabile arrivare fino in vetta (anche perché avrei fotografato davvero ben poco!), ma aggirarsi fra le sue rocce più basse e iniziare a perlustrare quest’area sì però!


Siamo partiti dai prati di croda Rossa con il cielo appoggiato sulle nostre teste ma felici di essere comunque in mezzo alle rocce. Ci siamo diretti velocemente verso il canalone dal quale sono raggiungibili Forcella Undici e il famoso Passo della Sentinella.

Il canalone presto si erge in piedi e ci fa un po’ faticare, ma al contempo ci racconta tante storie. Troviamo resti di scarponi, suole, proiettili, bombe, pezzi di ananas.. qui è davvero tutto tanto. Tanto.

Questo versante della croda non trasuda rosso argilloso come invece si nota dal lato delle Tre Cime. Qui è tutto monocromo. Roccia difficile, friabile e bagnata: un accoppiata che anche oggi risulta davvero temibile, figurarsi quella volta.

Riconosciamo cime intorno a noi che andremo a scalare: Croda dei Toni, Popera, Cima Undici, Cima Dodici, il rifugio Locatelli. Tutte cime storicamente molto conosciute e che non vediamo l’ora di conoscere anche noi e raccontarvi.

Riconosciamo passaggi, torri e cimette studiate sulle foto d’epoca che ci raccontano di alpinisti prima che di soldati e rivediamo da lontano sentieri e salite percorsi un secolo fa.

Iniziamo ad organizzare il lavoro in quest’area. La mappa, le foto e lo studio si sovrappongono e creano i nostri prossimi itinerari. Ne avremo un bel po’ da fare e questo ci galvanizza.

Arriviamo nei pressi del Passo della Sentinella, l’invisibile Croda Rossa ci chiama verso l’alto ma noi desistiamo e non cediamo alla sirena. Continuiamo la nostra ricognizione emozionati all’idea di fare queste salite quanto prima.


Il cielo inizia a chiudersi ancora di più: decidiamo che è ora di andare.

Un po’ di lavoro è stato organizzato, ora aspettiamo il momento giusto.

In ogni caso non siamo minimamente preoccupati, non abbiamo fretta: le montagne non scappano e noi siamo tenaci e abbiamo tanto tempo davanti a noi.

Arrivati alla macchina guardiamo di nuovo verso la croda. Quest’area ci ha dato il suo benvenuto e noi siamo appagati.

Emozionati all’idea di tornare avviamo il motore e partiamo verso casa.



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Buon viaggio! e al prossimo articolo!

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