• Alessandra Bello

Juribrutto

Aggiornamento: 25 nov 2021



Vi ricordate l’Uomo? Sì lui!

…e noi oggi siamo di nuovo qui.. ma sapevamo che non saremmo saliti all’Uomo! Ahah

Il tempo è davvero inclemente ma abbiamo deciso di venire a fare un giro ugualmente; questa volta però un giro che ci permette di stare tranquilli anche se dovesse cominciare a piovere!


Ed è così che ci siamo diretti verso la Juribrutto, l’abbiamo tanto vista dalla Costabella ed oggi ci muoveremo in mezzo alle sue rocce e alle sue storie.

L’area della Juribrutto è facilmente accessibile, un giro per famiglie se vogliamo, ma è talmente densa e pregna di storia che merita una salita.

Le rocce da questa parte della valle sono diverse.. parlano una lingua diversa.. sembra quasi che anche lei si sia schierata in maniera diversa… è incredibile come da una parte all’altra le montagne possano avere storie così diverse…


Questo pensiero ci catapulta ad un secolo fa.. resti di postazioni, vecchi passaggi, spazi che ci raccontano di volumi e funzioni ormai scomparse, sentieri che ci parlano di una guerra vissuta diversamente qui sulla Juribrutto, dove c’erano seconde linee, comandi e calibri.

Momenti di calma, oggi come allora, sotto il cielo plumbeo. La roccia riflette metallica i nostri pensieri e tutto si fa meno nitido. E’ una passeggiata rilassante rispetto alle nostre uscite ma non meno intima e istruttiva.

Tutto intorno a noi c’è solo bellezza: Civetta, Agner, Focobon, Pale di san Martino, Paneveggio… La Juribrutto con le sue strane rocce ci permette di viaggiare attraverso le cime conosciute di questo angolo di Dolomiti e l’Uomo, di fronte a noi, è nascosto da una coltre impenetrabile di nubi. Laggiù sta piovendo.

Noi continuiamo il nostro giro e piano piano iniziamo a scendere, il paesaggio cambia e l’aria si fa più calda. E ovviamente inizia a piovere.. ma questa volta l’avevamo calcolato.

Perdiamo lentamente quota e piano piano ci avviciniamo alla macchina.

Questa giornata di rilassata parentesi montana ci serviva. Il nostro sguardo però sfiora di nuovo l’Uomo. Lo salutiamo, ognuno in cuor suo, e speriamo davvero di rivederlo presto.. ma senza fretta: forse ora è meglio cambiare aria e dare voce ad altre storie e ad altri paesaggi.

Ma torniamo.

Torniamo presto.

Presto.


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Buon viaggio! e al prossimo articolo!

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