Giallo e Verde. Storia di un malinteso.
- Alessandra Bello
- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 16 ore fa

Come vede il cane?
Ha una vista bicromatica, cioè vede bene il giallo e il blu. Ma meglio il blu. Dicono.
In ogni caso, il rosso non lo vedono e la storia del rosso sangue è pura leggenda.
E se stai per dirmi che il cane ormai è addomesticato, ma invece il lupo… no, mi spiace. Nemmeno il lupo.
I serpenti invece. I serpenti sono sensibili al rosso. Non solo: anche agli infrarossi.
Loro sì percepiscono colore e calore. Dicono.
E gli insetti?
Beh, alcune farfalle (dicono) sono sensibili agli ultravioletti e le mosche non distinguono bene le forme, ma percepiscono 200 immagini al secondo (contro le nostre misere 18, praticamente vedono in HD) e perciò sono decisamente sensibili al movimento (motivo per il quale sono imprendibili!).
E noi?
Italo Calvino, ne Le città invisibili, dice che “L'occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose.”
e Michele Colombo, nei suoi Tratterelli diceva che “Ciascuno vede gli oggetti del color degli occhiali che si mette sul naso.”
Ok, ma ti sei mai chiesto come vediamo noi? Cosa percepiamo noi della realtà?
E soprattutto, come fa la macchina fotografica a vedere come noi?

Per un fotografo, ci sono un'infinità di motivi per cui è importante capire come percepiamo il mondo. Oggi partiamo dal più ovvio e partiamo dalla fotocamera.
Il nostro sensore è formato da tanti minuscoli fotositi (e se non sai cosa sono, ne ho parlato qui) che sono sensibili alle tre bande di colore primarie: verde, rosso e blu.
No fermo, non mi sono sbagliata. Sì. Ho detto verde.
Perchè questi 3 colori e non quelli primari che abbiamo tutti studiato a scuola? Ti stai chiedendo che fine ha fatto il giallo, vero?
Aspetta, non ho ancora finito: il sensore CMOS fa lavorare in sinergia 4 fotositi assieme, questi fantastici quattro formano quella che viene chiamata la Matrice di Bayer.
In questa matrice ogni fotosito è sensibile solo ad una banda di lunghezza d’onda specifica: due fotositi sono sensibili al verde, mentre solo uno al blu e il restante al rosso.
Questo non solo ritorna, ma torna due volte!
Perchè il verde?!?
In realtà è tutto molto elementare: perchè l’occhio umano è, semplicemente, più sensibile al verde.
Cioè, noi siamo più sensibili al verde? Sarà mica perchè una volta vivevamo sugli alberi pieni di foglie verdi?
No no no. Non c’entra niente la natura (esattamente come i lupi non vedono il rosso anche se è il colore del sangue).
Se mi permetti di fare un pò la tecnica tutto sarà subito chiaro: lo spettro del visibile che il nostro occhio vede va dalle radiazioni rosse fino al viola (l’arcobaleno, per intenderci).
Ok, giusto perchè non si dica che non sono precisa: le lunghezze d’onda a cui il nostro occhio è sensibile vanno dai 750 nm (rosso - visione diurna) fino ai 380 nm (viola - visione notturna) .

Che c’entra col verde?
No, non ho divagato troppo: prova a pensare all'arcobaleno di prima, quale colore si trova esattamente al centro?
Esatto. Il verde.
Insomma del verde noi vediamo davvero tutte le sfumature mentre del rosso perdiamo gli infrarossi e del blu\viola perdiamo gli ultravioletti.
Il nostro sensore è maggiormente sensibile al verde (e non al rosso, al blu o a qualsiasi altra radiazione) perchè la macchina fotografica deve vedere come noi e, semplicemente, deve assomigliare il più possibile alla nostra visione.
Il sensore, deve tradurre i fotoni esattamente come li traduce il nostro occhio\cervello: nelle immagini fotografiche è di fondamentale importanza la mimesis con il reale.
La macchina fotografica è costruita a nostra somiglianza e il fotografo, attraverso la conoscenza della percezione e la conoscenza del proprio strumento, può creare immagini che davvero siano la traduzione del proprio pensiero e contemporaneamente siano intelligibili agli altri.
Ed è proprio in questo patto di rappresentazione mimetica e contemporaneamente irreale che sta uno dei segreti della fotografia.
Se vi interessa l'argomento percezione, qui trovate un articolo davvero interessante.





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